Scatoline russe in lacca: le miniature palekh

Le miniature palekh (in russo Палехская миниатюра, [Palekhskaya miniatyura]), sono oggetti tipici dell’artigianato russo, piccoli dipinti in miniatura eseguiti rigorosamente a mano. Hanno una tradizione antichissima e multi secolare che risale alla vecchia pittura russa delle icone.

Palekh, una cittadina nell’oblast di Ivanovo a 350 km da Mosca, ha una secolare tradizione per quanto concerne il settore dell’iconografia russa. Nel XIX secolo infatti, si affermò come centro di produzione più importante di immagini sacre, e ancora oggi i suoi lavori artigianali godono di grande fama. Il villaggio però, è conosciuto soprattutto come la culla delle miniature in lacca, uno dei tipi di artigianato più simbolici della Russia.

Questo tipo di arte infatti, apparve per la prima volta nel 1923 proprio a Palekh. Le prime opere di questa particolare arte furono le tabacchiere, eseguite su imitazione delle famose lacche cinesi, un prodotto che ebbe successo quando alla Corte Imperiale russa arrivò la moda di utilizzare scopi personali il tabacco da fiuto (particolarmente affezionate ne erano l’imperatrice Elisabetta Petrovna e Caterina Ii la Grande).

Oggi ci sono quattro grandi centri artigianali che producono questi oggetti d’arte, molto attivi e legati alle antiche tradizioni della pittura russa in miniatura su lacca: Fedoskino, Palekh, Holuy, Mstera. Prima della rivoluzione d’ottobre del 1917, tutte le città tranne Fedoskino, erano conosciute in Russia, come i più importanti centri della pittura iconica.

Il centro più antico e noto però, era proprio il villaggio di Palekh, i cui pittori hanno dipinto per secoli le icone, gli affreschi e i restauri delle più importanti chiese e cattedrali ortodosse tra cui la Cattedrale della Trinità Sergio Laura, il Convento di Novodevichy, e la famosa Camera sfaccettata del Cremlino di Mosca.

Chiaramente lo stile di questi grandi artisti si sviluppò sotto l’influenza delle famose scuole di pittura di Mosca, Novgord e Yaroslavl, a partire dalla fine del XVIII secolo e i primi anni del XIX secolo.

La tecnica di produzione degli oggetti Palekh fu quindi presa in prestito dai maestri di Fedoskino, famosi per le miniature Fedoskino, e prevedeva la pittura a mano eseguita su oggetti di cartapesta come piccole scatole o pacchetti di sigarette. Solitamente le miniature palekh raffiguravano personaggi di vita reale, opere letterarie o fiabe, ma spaziavano anche alle scene di caccia, immagini floreali, battaglie e paesaggi invernali.

Le vernici utilizzate anche oggi, come allora, sono molto luminose e posate su sfondo nero rendono il design delicato e liscio. L’abbondanza poi di ombreggiature color oro e le silhouette accurate rendono a pieno la magia poetica dei personaggi, così come la decoratività dei paesaggi o l’architettura dei luoghi.

Oggigiorno si utilizzano prevalentemente colori a tempera, mentre nella tradizione non veniva disdegnata la pittura ad olio. Il colore luminoso e vivido si ottenevano infatti, unendo con maestria i colori madreperlacei e le dorature venivano eseguite con la foglia d’oro. Il materiale di base è ancora oggi la cartapesta, pressata nella forma dopo esser stata spalmata con la colla, bagnata con olio vegetale e asciugata. Tale materiale, ottenuto con il sistema descritto, non poteva essere rotto ne deformato così da rimanere inalterato per secoli e secoli.

Ottenuto il semilavorato, prima della pittura, era necessario effettuare alcuni lavori tra cui: stuccatura, laccatura, limatura e dopo aver dipinto era necessaria la smaltatura con un prodotto oleoso. Per dipingere le superfici, ogni artista creava i suoi colori decidendo la tecnica di pittura da usare, se si decideva di utilizzare la tempera veniva utilizzata un’emulsione di rosso d’uova e aceto che veniva diluita fino a raggiungere la densità desiderata.

L’esecuzione di queste miniature poteva durare anche molti mesi, andando così a creare lavori importati su tabaccherie, spille, quadri, piatti da collezione, scatoline e tanti altri oggetti. I pezzi più preziosi sono sempre firmati e contrassegnati con il luogo di provenienza.

In tutto il modo, queste piccole scatole laccate sono richieste dai collezionisti e la loro presenza è garantita in tutti i musei più importanti della Russia. Gli amanti dell’arte infatti conosco bene questo stile, la cui arte è da sempre definita un “piccolo miracolo“.

Nel periodo sovietico le miniature di lacca palekh furono utilizzate anche per la propaganda: sulle scatole laccate venivano infatti raffigurati i soldati dell’Armata Rossa nella lotta per il Comunismo, gli scioperi operai e scene che omaggiavano la Rivoluzione, e non di rado erano presenti sui francobolli sovietici.

La particolarità della pittura Palekh sta nelle figure presenti nei dipinti: hanno proporzioni allungate e pose soavi, rese frazione dalle ombreggiature con filigrana.

Ancora oggi tutti i lavori prodotti sul territorio di Palekh sono identificabili tramite il marchio Artisti di Palekh rappresentati dal famoso uccelli di fuoco, scelto perché rappresenta il personaggio di una fiaba russa. È anche presente, sul territorio, una scuola e molti laboratori che impartiscono lezioni circa questa antica tradizione artistica ancora oggi tanto apprezzata e vantata.

Il lavoro di questi oggetti è una manifestazione artistica unica nel suo genere, tant’è che i maestri contemporanei studiano ancora l’arte artica Palekh, cercando di capirne i più profondi significati per poter imparare il mistero della bellezza del colore e dell’espressività delle linee.

Quest’arte, pittoresca e luminosa, raggiunge senz’altro il cuore della gente.

Pubblicato da ColoRussia

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