Si scrive Vodka si legge Russia: storia, cultura e curiosità del distillato più amato dai russi

La vodka o wodka (in russo: водка, [ vodka]) è un distillato la cui paternità è contesa tra Russia e Polonia. Gli studiosi discutono ancora sull’origine della vodka a causa del poco materiale disponibile. Per molti secoli, le bevande differirono in modo significativo rispetto alla vodka di oggi, poiché lo spirito a quel tempo aveva un sapore, un colore e un odore diversi ed era originariamente usato come medicina. Conteneva poco alcool, un massimo stimato di circa il 14%. L’ancora, che consentiva la distillazione, una maggiore purezza e una maggiore gradazione alcolica, fu inventata nell’VIII secolo.

La cosa certa è che in Russia, la vodka, rappresenta molto di più che una semplice bevanda: nata da una storia travagliata, la bevanda alcolica è diventata una vera e propria tradizione che comprende regole di comportamento per il suo consumo e un vero e proprio galateo.

Limpida e trasparente come l’acqua, la vodka accompagna le tavole russe da secoli e, ancora oggi, nonostante sia diminuito il suo uso rispetto al passato, i dati evidenziano un consumo medio pro capite annuo di alcool intorno agli 11,7 litri, attestando i russi ai primi posti della classifica europea. Un risultato non indifferente che necessita di un passo indietro per comprendere in che modo la vodka sia entrata a far parte della quotidianità del popolo russo.

Anzitutto c’è da dire che la vodka è una bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione e successiva distillazione di alcuni cereali o patate. Una ricetta piuttosto semplice e, per questo, oggetto di disputa sulla sua origine, tanto che anche per i russi stessi la sua nascita è misteriosa.

La tradizione vuole che sia merito di Dmitrij Mendeleev, l’inventore della tavola periodica degli elementi, la definizione delle norme tecniche per la produzione della vodka, fissandone la gradazione a 40°. Certo è che la vodka originale fa la sua apparizione molto prima, nella Russia zarista del XV e XVI secolo, quando gli scienziati russi sperimentano una nuova bevanda alcolica ispirandosi all’acquavite italiana. La parola vodka  infatti, in varie lingue slave, è il diminutivo dei termini corrispondenti all’italiano acqua: in russo вода (voda), o in polacco woda, in analogia con l’italiano acquavite che, similmente, designa una bevanda che ha l’aspetto limpido e trasparente dell’acqua. La parola appare come traccia scritta, per la prima volta in Polonia nel 1405 in un registro di Sandomierz (all’epoca sede del Governo). Probabilmente si è voluto indicare con il nome di acquetta (con ironico eufemismo) un distillato leggero e pulito nel gusto, ma non certo nel grado alcolico, giacché alcune qualità di Vodka superano agevolmente anche il 50% di alcol; è da notare infatti che la vodka viene chiamata, nelle località dove si presume sia nata, con parole la cui radice significa “bruciare”, per esempio in polacco: gorzałka.

Visto il successo e compreso il potenziale economico legato al commercio dell’alcolico, presto viene emanato da parte dell’imperatrice Elisabetta un decreto per regolamentarne la produzione, vietando ai contadini e ai ceti più poveri di arricchirsi. Come conseguenza, si diffondono le distillerie abusive e, per contrastare la tendenza, già nell’Ottocento lo Stato decide di imporre il proprio monopolio, rendendo il commercio di vodka una delle principali entrate economiche della Russia. Così, in un attimo, si arriva al giorno d’oggi, dove il settore della produzione della bevanda nazionale è privatizzato e prevede la libera concorrenza.

Nel 1520, nella sola Danzica in Polonia operavano già sessanta di distillerie ufficiali, senza contare quelle clandestine. In Russia, nel 1649, lo zar Alessio promulgò un codice imperiale per la produzione della vodka; e all’inizio del XVIII secolo i nobili proprietari terrieri avevano l’autorizzazione per detenere un alambicco per piccole produzioni di consumo privato. Qui il termine vodka (con significato moderno) venne scritto in un documento ufficiale risalente al regno dell’imperatrice Caterina II; il decreto, datato 8 giugno 1751, regolava la proprietà di alcune distillerie di vodka. Un’altra possibile origine del termine può essere trovata nelle cronache di Novgorod, dell’anno 1533, dove il termine “vodka” è stato utilizzato nel contesto di tinture alcoliche.

La vodka fu poi diffusa in Europa da Napoleone. Egli ebbe modo di conoscere il distillato durante la campagna di Russia nel 1812, cui fece seguito la disastrosa ritirata. Per scaldare le sue truppe, rimaste senza alcolici e cibo a causa dell’eccessivo allungamento della catena degli approvvigionamenti, razziò ingenti quantità di vodka quale rimedio all’attacco del nemico più temibile: il freddo del Generale Inverno. Ma la diffusione massiccia del distillato in Europa la si avrà dopo la Rivoluzione russa del 1917, con la presa del potere da parte dei bolscevichi di Lenin.

Nel 1386, gli ambasciatori genovesi portarono la prima aqua vitae (“l’acqua della vita”) a Mosca e la presentarono al Granduca Dmitry Donskoy . Il liquido ottenuto dalla distillazione di uva mosto è stato pensato per essere un concentrato e uno “spirito” di vino ( spiritus vini in latino), da dove è venuto il nome di questa sostanza in molte lingue europee (come l’inglese lo spirito , o russo спирт , [spirt] ).

Secondo una leggenda, intorno al 1430, un monaco di nome Isidoro del monastero di Chudov all’interno del Cremlino di Mosca preparò la prima vodka russa. Avendo una conoscenza speciale e dispositivi di distillazione, è diventato il creatore di un nuovo tipo di bevanda alcolica di qualità superiore. Questo “vino da pane”, com’era inizialmente noto, fu a lungo prodotto esclusivamente nel Granducato di Mosca e in nessun altro principato di Russia (questa situazione persistette fino all’era della produzione industriale). Pertanto, questa bevanda era strettamente associata a Mosca.

Fino alla metà del 18 ° secolo, la bevanda rimaneva relativamente bassa nella gradazione alcolica, non superiore al 40%. Sono stati registrati più termini per la bevanda, a volte riflettendo diversi livelli di qualità, concentrazione di alcol, filtraggio e numero di distillazioni; più comunemente, è stato indicato come “vino che brucia”, “pane vino”, o addirittura in alcuni luoghi semplicemente “vino”. In alcune località, il vino d’uva potrebbe essere stato così costoso che era una bevanda solo per gli aristocratici. Il vino che bruciava era di solito diluito con acqua al 24%o meno prima di bere. Fu venduto principalmente nelle taverne ed era piuttosto costoso. Allo stesso tempo, la parola vodka era già in uso, ma descriveva tinture di erbe, contenente fino al 75% di alcool, e fabbricato per scopi medicinali.

Il primo uso scritto della parola vodka in un documento ufficiale russo nel suo significato moderno è datato dal decreto dell’imperatrice Elisabetta dell’8 giugno 1751, che regolava la proprietà delle distillerie di vodka. Nel 1860, a causa della politica governativa di promozione del consumo di vodka prodotta dallo stato, divenne la bevanda preferita di molti russi. Nel 1863, il monopolio del governo sulla produzione di vodka fu abrogato, facendo precipitare i prezzi e rendendo la vodka disponibile anche per i cittadini a basso reddito. Le tasse sulla vodka sono diventate un elemento chiave delle finanze del governo nella Russia zarista, fornendo a volte fino al 40% delle entrate statali.

Nel 1911 la vodka rappresentava l’89% di tutto l’alcool consumato in Russia. Questo livello è leggermente fluttuato nel corso del XX secolo, ma è rimasto piuttosto elevato in ogni momento. Le stime più recenti lo indicano al 70% (2001). Oggi, alcuni famosi produttori o marchi di vodka russi sono (tra gli altri) Stolichnaya e Russian Standard.

Alla fine degli anni ’70, l’autore culinario russo William Pokhlebkin compilò una storia della produzione di vodka in Russia, come parte del caso sovietico in una disputa commerciale; questo è stato successivamente pubblicato come A History of Vodka . Pokhlebkin ha affermato che, sebbene ci siano molte pubblicazioni sulla storia del consumo e della distribuzione della vodka, praticamente nulla era stato scritto sulla produzione di vodka.

 Una delle sue affermazioni era che la parola “vodka” era usata nel discorso popolare in Russia molto prima della metà del 18 ° secolo, ma la parola non apparve in stampa fino al 1860. Le fonti di Pokhlebkin sono state sfidate da David Christian nella Slavic Reviewnel 1994. Christian ha criticato la mancanza di riferimenti validi nelle opere di Pokhlebkin affermando che il suo lavoro ha un evidente pregiudizio filo-russo. Pokhlebkin è anche noto per le sue simpatie pan-slave sotto la guida della Russia e per i sentimenti che, secondo David Christian, screditano la maggior parte del suo lavoro, in particolare la sua Storia della Vodka.

In età contemporanea soprattutto in Russia ma anche in Polonia sono migliaia le distillerie che producono questa bevanda. Si produce un’ottima vodka anche in quasi tutti i paesi del Nord Europa, i quali ne sono anche ottimi consumatori, con tradizioni che si tramandano da secoli. Nell’Europa Occidentale e nel Nord America la diffusione su larga scala ha invece una storia più recente. Essa raramente veniva bevuta al di fuori dell’Europa orientale prima del 1950 ma la sua popolarità fu estesa anche al Nuovo Mondo in seguito al dopoguerra francese. Nel 1975, negli Stati Uniti d’America, sorpassò le vendite del bourbon whiskey, fino ad allora il liquore più bevuto dalla popolazione americana. Anche se la vodka non appartiene alla cultura italiana, in questi ultimi anni è aumentata nel paese sia la produzione che il consumo della bevanda. Si può quindi ormai definire la vodka una bevanda conosciuta e prodotta su scala mondiale.

Una storia travagliata, ma con una costante: alla vodka, i russi, non hanno mai rinunciato, tanto che ancora oggi esiste un rigido e ben strutturato galateo che la riguarda. Se infatti siete abituati alla vodka che viene servita al bancone dei nostri bar come base per i cocktail, siete ben lontani da quella originale. Vodka significa condivisione. Vodka è brindare in compagnia. Vodka è scandire i ritmi del pasto con un entusiasmo sempre crescente. Il consumo della bevanda alcolica non si limita quindi al sorseggiarla, ma comprende tutta una serie di usanze che rendono il consumo di vodka un vero e proprio rituale. La tradizione prevede che vada servita molto fredda e debba essere bevuta tutta d’un sorso, accompagnandola con piccoli spuntini che aiutino a riempire lo stomaco: dal pane nero, alle aringhe, ai cetriolini sotto aceto, alle olive.

Il primo bicchiere, quello del “benvenuto“, va consumato a stomaco vuoto e – a seguire – si incomincia a vuotare la bottiglia con un brindisi dopo l’altro, ognuno destinato a un’occasione specifica. È consuetudine introdurre il battito dei bicchieri da un breve aneddoto da cui trarre una conclusione ironica e paradossale in occasione della quale si propone di brindare. Ma attenzione a non fare l’errore di intervallare la vodka con l’acqua, altrimenti il rischio è quello di ubriacarsi.

preparatevi quindi a organizzare una tipica cena russa accompagnata dalla vodka, consapevoli del fatto che – probabilmente – dovrete chiedere ospitalità per la notte!

Narra una leggenda russa, che i cavalieri cosacchi durante un attacco, si trovarono di fronte ad un lago che ne ostacolava il passaggio. Il rapido dileguarsi del nemico impediva la perdita di tempo nella costruzione di un pontone. Il pop che accompagnava il reggimento cosacco, benedisse allora l’acqua del lago trasformandola in vodka così che cavalli e cavalieri poterono berla e passare dall’altra sponda.

Un luogo comune molto diffuso è quello di attribuire alla vodka una aura di purezza, come se fosse il più puro degli alcolici, dovuta presumibilmente al suo aspetto limpido e cristallino.

на здоровье! [Na zdorovye], alla salute!

Pubblicato da ColoRussia

"La Russia non si può capire con la mente, né la si misura col metro comune: la Russia è fatta a modo proprio, in essa si può soltanto credere". Tutto ciò che c'è da sapere sulla Russia a portata di click: Lingua e traduzione Storia Cultura, società e curiosità

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