баня: le banya russe tra tradizione e modernità

In Russia le temperature scendono spesso sotto lo zero e non c’è dunque da stupirsi se una delle pratiche più adottate sia quella della banya, una sauna che raggiunge – e a volte supera – i 70 gradi. Quella tradizionale è composta da una struttura di legno suddivisa in diversi ambienti. All’ingresso vi è uno spogliatoio dove lasciare vestiti e qualsiasi oggetto che possa deteriorarsi o dare fastidio durante la seduta. Poi troviamo le docce e, di seguito, l’ambiente dove si svolge la vera e propria sauna. Di solito vi è una piscina con acqua fredda e, infine, una stanza relax.

Una banya russa è dunque un tipo di sauna a vapore che di solito viene riscaldata con una stufa. Un’antica tradizione che esiste in Russia da secoli, ed è considerata un toccasana per il relax e la salute, nonché un modo per trascorrere del tempo con amici, familiari o persino colleghi.

La visita in un bagno pubblico tradizionale, in russo баня [banya] che letteralmente significa “bagno” (o “stanza da bagno”), è un’esperienza tipicamente russa che non potete perdervi. Non siate timidi, spogliatevi e affrontate la camera del vapore, per esempio nei bagni Sanduny a Mosca. Nel caldo rovente capirete perché i russi indossano un capello di feltro per proteggere i capelli.

Una menzione della banya si trova nella Cronaca di Radziwiłł, che narra le vicende della vendetta della principessa Olga per l’omicidio di suo marito, il principe Igor, a opera della tribù slava dei Drevljani nel 945 d.C. Il capo dei Drevljani aveva, dopo la morte del marito, la speranza di sposare la vedova Olga e richiese un incontro per discutere dell’idea. Quando arrivò con i suoi uomini a palazzo, Olga ordinò che vi fosse preparato un bagno per loro, ai quali chiese così di lavarsi e raggiungerla. Quando i Drevljani entrarono, gli uomini di Olga chiusero il bagno e su suo ordine lo incendiarono, uccidendoli.

Una prima descrizione invece, proviene dalla Cronaca primaria, nota anche come The Tale of Bygone Years (in russo Повесть Временных Лет [povyest vryemennykh lyet]), del 1113. Secondo la Cronaca l’apostolo Andrea, visitando le terre slave orientali (dalla foce del fiume Dnepr fino all’antica città di Novgorod), notò “i loro stabilimenti balneari in legno. Li riscaldano a fuoco estremo, poi si spogliano, e prendendo giovani aedi con cui sferzano i loro corpi. si sferzano così violentemente che si procurano anche gravi ferite. Successivamente si gettano addosso acqua fredda, per poi ripetere il ciclo più volte”.

Si può affermare con alto grao di probabilità che nell’antichità, gli slavi, utilizzassero le loro stufe domestiche come prime banya, le quali erano abbastanza grandi da ospitare diversi membri della famiglia. Successivamente apparvero strutture appositamente costruite chiamate banya nera, in russo по-черному [pachyornamoo], che inizialmente non erano dotate di camino e il calore era ottenuto riscaldando grandi pietre a fiamma libera. È proprio da questa caratteristica che deriva il nome: enormi quantità di fumo e fuliggine rimanevano infatti sulle pareti e sul soffitto. Successivamente iniziarono ad essere utilizzate stufe in pietra con tubi di scarico che impedivano al fumo di raccogliersi all’interno, e così la struttura prese il nome di по-белому [pabyelamoo], letteralmente banya bianca. Ancora oggi esiste questa distinzione: nella banya bianca i vapori vengono espulsi attraverso un tubo, mentre in quello “alla nera” rimangono tutti all’interno della stanza. Attualmente però, quest’ultima è usata raramente.

 Erano così essenziali per lo stile di vita slavo che la maggior parte delle persone aveva i propri banya di famiglia, spesso accanto alle loro case. Intere famiglie e persino villaggi facevano il bagno insieme, uomini, donne e bambini nella stessa zona. A tutti gli ospiti o ai visitatori veniva offerta una banya come simbolo di ospitalità.

Nella mitologia slava, i banya erano abitati da uno spirito chiamato Bannik (in russo банник [bannick]), un piccolo vecchio malvagio nudo con una lunga barba. Secondo le credenze slave, questo spirito viveva dietro la stufa ed era impegnato a spaventare i visitatori del bagno con acqua calda. Si credeva che Bannik potesse portare a morte una persona, per questo rituali specifici, inclusi doni e offerte, venivano spesso impiegati per addolcire il cuore del Bannik. I Banya inoltre, erano considerati un luogo magico in cui gli elementi si univano creando un’esperienza spirituale e fisica di purificazione.

Nella Russia contemporanea è ancora una tradizione assai diffusa e praticata almeno una volta alla settimana. Il rituale è trasversale: gente comune, uomini d’affari e politici spesso socializzano nei banya.

Il bagno Sanduny è la banya più antica è lussuosa di Mosca: la sala Gotica è un’opera d’arte decorata con elaborati intagli lignei, mentre la sala docce principale ha un’atmosfera da antiche terme romane. Ci sono diverse classi, proprio come sui terni, anche se a quanto si dice, la seconda classe uomini è migliore della classe premium.

L’ambiente più importante è la парилка [parilka] letteralmente “bagno turco”, ovvero la camera del vapore, in cui il calore di una fornace arroventa le pietre su cui viene gettata acqua calda con un mestolo dal lungo manico. Spesso all’acqua vengono aggiunte alcune gocce di olio di eucalipto o di pino, e talvolta persino la birra, che profumano il vapore bollente per disperderlo nella camera. Dopo il bagno di vapore taluni si percuotono da soli con il веник [venik] (letteralmente “scopa”), ovvero un fascio di rami di betulla, altri lo fanno a vicenda ma sempre sotto la supervisione di un банщик [banshik], addetto specializzato in questa pratica.

A prima vista, potrebbe sembrare una pratica sadomasochista, in effetti alcune teorie collegano questa abitudine ad altri elementi masochisti presenti nella cultura russa. In realtà il dolore è relativo e l’effetto piacevole e purificante, in quanto sembra che le foglie di betulla e la loro linfa contribuiscano a liberare la pelle dalle tossine. Stesso effetto lo si ottiene con i rami di quercia o di ginepro.

Un altro particola tipo i banya, esistente ancora oggi, è la походная баня [pokhodnaya banya], utilizzata dai militari, alpinisti e persone che viaggiano in luoghi ostili. consiste in una banya improvvisata e molto rudimentale: realizzata solitamente nei pressi di un fiume o di un lago, consta di una piccolo stufa in pietra allestita all’interno di una tenda. I sassi vengono prelevati dalla riva del fiume e disposti in modo circolare per mettervi all’interno la legna da ardere che andrà a scaldare le pietre; una volta scaldate vi si verserà sopra l’acqua che diventerà subito vapore.

La tradizione della banya, profondamente radicata nella cultura russa, ebbe inizio nell’antico insediamento vichingo di Novgorod e pare che gli slavi di Kiev ridessero dei bagni di vapore e delle fustigazioni dei loro fratelli del nord.

Secondo la tradizione popolare, la sera prima delle nozze le coppie di sposi si devono recare nella banya separatamente con i rispettivi amici, e sembra essere un passaggio essenziale prima del matrimonio. Marito e moglie si potranno bagnare di nuovo insieme solo dopo la cerimonia. Si dice addirittura che le ostetriche facessero fare un bagno di vapore alle donne durante il parto (che spesso era seguito da un rapido massaggio con i rami i betulla caldi al neonato).

Per affrontare la banya come un vero russo, seguite questi consigli:

  • Portatevi dietro un thermos di the mescolato con marmellata, spezie e zucchero. In alternativa va bene anche qualche bottiglia di birra e del pesce essiccato, ma tenete presente che spesso si trova spuntini e bevande anche in loco.
  • Svestitevi negli spogliatoi, augurate ai vostri compagni “лёгкого пара” [Lyogkogo para] “che il vapore ti sia lieve”, e poi entrate nella parilka.
  • Dopo le tonificanti sferzate con i rami di betulla, immergetevi nel бассейн [basseyn] (letteralmente pozza), la piscina con acqua gelida, o in alternativa fate una doccia fredda (nel passato addirittura si era soliti tuffarsi, letteralmente, nella neve durante il periodo invernale).
  • Andate nello spogliatoio e dite agli altri “с лёгким паром” [S lyogkim parom] “spero che il vostro vapore sia stato lieve”.
  • Avvolgetevi in un telo e scambiate quattro chiacchiere sull’attualità, prima di ripetere il processo. I frequentatori più assidui ripetono il ciclo da 5 a 10 volte nell’arco di due ore.

Una scena ambientata in una banya è presente nella commedia “Ironia della sorte” (1973), di Eldar Ryazanov, un film molto popolare in Russia che viene trasmesso in TV ogni 31 dicembre.

Pubblicato da ColoRussia

"La Russia non si può capire con la mente, né la si misura col metro comune: la Russia è fatta a modo proprio, in essa si può soltanto credere". Tutto ciò che c'è da sapere sulla Russia a portata di click: Lingua e traduzione Storia Cultura, società e curiosità

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