Le vacanze eversive dei russi: la storia e la tradizione della dacia

Le vacanze eversive dei russi: la storia e la tradizione della dacia

A noi occidentali la parola “dacia” fa pensare ad una nota marca di autovetture, ma per i russi invece è un piccolo angolo di paradiso fuori dal caos cittadino. La dacia (in russo: дача [dača]) infatti, è un tipo di abitazione russa situata in campagna e di solito posseduta dagli abitanti delle grandi città che la usano per trascorrervi le vacanze o per affittarle ad altri villeggianti.

La gran parte dei russi residenti in città vive in appartamenti siti in squallidi condomini dell’era sovietica, spesso costruiti tra la fine degli anni Cinquanta e gli inizi degli anni Sessanta durante la leadership di Nikita Krusciov e oggi indicate con il soprannome, non a caso, di хрущёвка [khrushchevka] (o a volte Khrushchoby dalla fusione delle parole Krusciov e trushchoby (in russo трущобы che significa “bassifondi”). Sono molto comuni in Russia e diffuse in alcune repubbliche dell’ex Unione Sovietica e del Blocco orientale. Costruite per durare circa venti anni, questi condomini sono molto fatiscenti se visti dall’esterno, mentre all’interno – per quanto piccoli- gli appartamenti sono quasi sempre intimi, accoglienti e arredati con gusto. Di solito non hanno un giardino, ma al loro centro si trovano spesso parchi giochi per bambini.

In compenso, circa un terzo delle famiglie russe possiede una piccola dacia, spesso poco più di una semplice capanna (anche se alcune sono molto lussuose). Per i russi la dacia rappresenta la fuga alla vita urbana e quindi svolge un ruolo di grande importanza nella psicologia nazionale.

Come risultato delle severe restrizioni cui furono soggette le dacie come dimensione e tipo durante l’era sovietica, alcune caratteristiche concesse, come gli attici e le verande a vetrate, divennero molto diffuse e spesso sovradimensionate. Nel periodo 1963-1985 in particolare, le limitazioni furono più rigide; la costruzione di un’abitazione per una famiglia singola in città e in campagna venne proibita nell’Unione Sovietica, e solo case ad un unico piano senza impianto di riscaldamento con una superficie calpestabile minore di 25 m² vennero permesse come dacie. Dal 1990 è stata eliminata ogni limitazione come dacia e viene stimato che circa un quarto degli abitanti delle grandi città possieda una dacia.

Chiunque occupi una dacia viene chiamato dačnik (in russo: дачник [dačnik]). Anche in altri Paesi, come in Cecoslovacchia, nella Germania dell’est e in Jugoslavia, era diffuso possedere case di campagna.

Le prime dacie in Russia cominciarono ad apparire durante il regno di Pietro il Grande. Inizialmente erano casette estive site in campagna che venivano date ai vassalli leali dallo zar. In russo arcaico, la parola dača significa qualcosa di dato o regalato (deriva infatti dal verbo Давать [davat] che significa “dare”). Durante l’illuminismo, l’aristocrazia russa usò le sue dacie per gli incontri culturali e sociali che venivano solitamente accompagnati da balli in maschera e mostre. La rivoluzione industriale vide una rapida crescita della popolazione urbana e l’incremento del desiderio dei residenti in città di sfuggire, almeno temporaneamente, all’inquinamento. Dalla fine del XIX secolo, la dacia diventò lo svago estivo preferito dalla classe dominante e dal ceto medio della società russa.

Dopo la rivoluzione bolscevica del 1917, la maggior parte delle dacie vennero nazionalizzate. Alcune furono convertite in case di villeggiatura per la classe lavoratrice, mentre altre, solitamente quelle migliori, vennero distribuite tra i funzionari prominenti del PCUS e della nuova ed emergente élite culturale e scientifica. Tutte le dacie salvo poche restavano proprietà dello Stato e il diritto ad usufruirne era solitamente revocato quando l’occupante si dimetteva o cadeva in disgrazia presso il governo. La dacia favorita di Stalin si trovava a Gagra, in Abcasia (territorio caucasico rivendicato alla Georgia come sua repubblica autonoma, ma di fatto indipendente e proclamatosi Repubblica di Abcasia grazie all’aiuto della Federazione Russa). La costruzione di nuove dacie venne limitata fino alla fine degli anni Quaranta e necessitava di un’approvazione speciale da parte dei leader del PCUS.

Il periodo successivo alla Seconda guerra mondiale vide una crescita moderata nello sviluppo delle dacie. Considerato che non c’era una legge effettiva che vietasse la costruzione di dacie, molti cominciarono ad occupare lotti di terra non utilizzati vicino alle città, alcune baracche, capanne ed edifici più importanti che servirono come dacie. Questa pratica di occupazione venne stimolata dal desiderio degli abitanti urbani, tutti residenti in condomini, di passare un po’ di tempo vicino alla natura, ed anche di far crescere i propri frutti e la propria verdura. Quest’ultimo motivo era causato dal fallimento dell’economia pianificata del programma agricolo che non riusciva a provvedere abbastanza prodotti freschi. Col passare del tempo il numero degli occupanti crebbe geometricamente e il governo non ebbe altra scelta che riconoscere ufficialmente il loro diritto a coltivare “dilettantescamente”. Nel 1955 venne introdotto un nuovo tipo di soggetto nel sistema giuridico sovietico, chiamato società di giardinieri (in russo: садоводческое товарищество [sadovodcheskoye tovarishchestvo]; da non confondere con giardino comunitario). La società di giardinieri riceveva il diritto all’uso permanente della terra esclusivamente per fini agricoli ed il permesso di allacciarsi alla rete elettrica e idrica. Nel 1958 venne introdotta un’ulteriore forma di organizzazione, la cooperativa per la costruzione di dacie (DSK) (in russo: дачно-строительный кооператив [dachno-stroitelny cooperative]), che riconosceva il diritto del singolo a costruire una piccola casa sulla terra concessa dal governo.

Gli anni Ottanta videro il picco del boom delle dacie, quando praticamente ogni famiglia benestante nel paese aveva una dacia di sua proprietà o passava i fine settimana e le vacanze nelle dacie di amici. Spesso disagiate e senza impianto idraulico le dacie erano comunque la migliore soluzione per i milioni di famiglie della classe lavoratrice per avere uno svago estivo a pochi soldi. Avere un appezzamento di terra offriva inoltre l’opportunità per gli abitanti di città di concedersi il piacere di coltivare le proprie piante. Al giorno d’oggi, le vacanze della festa dei lavoratori restano una caratteristica della vita russa che permette ai residenti in città un lungo fine settimana per piantare, seminare e controllare gli alberi da frutto, visto che il terreno si scongela dal lungo inverno russo. Dal momento che non ci sono altre festività nazionali lunghe abbastanza per dedicarsi alla piantumazione, molti datori di lavoro danno ai propri dipendenti un giorno di vacanza in più specificatamente per questo motivo.

Il crollo del comunismo nell’Unione Sovietica vide il ritorno alla proprietà privata. Da allora molte dacie sono state privatizzate e la Russia è ora la nazione con il maggior numero di proprietari di seconde case. La crescita degli standard di vita negli ultimi anni ha dato modo a molti proprietari di investire il proprio denaro in miglioramenti. Quindi, negli ultimi tempi, le dacie sono case completamente equipaggiate, utilizzabili come residenza permanente. L’economia di mercato ha trasformato la dacia in un bene, che generalmente riflette la condizione economica del suo proprietario e può essere liberamente commerciata nel mercato immobiliare.

In conseguenza al rapido incremento dell’urbanizzazione in Russia, molte case nei villaggi sono correntemente vendute per essere usate come dacie. Molti paesi russi ora hanno residenti temporanei, i dačnik. Alcuni villaggi sono stati completamente trasformati in insediamenti composti interamente di dacie, mentre alcuni vecchi insediamenti di dacie non appaiono come abitazioni temporanee. I vantaggi di acquistare una dacia in un villaggio sono solitamente: bassi costi, grandi appezzamenti di terra e grande distanza tra le case. Gli svantaggi possono essere: servizi di bassa qualità, meno sicurezza, e tipicamente una distanza maggiore per raggiungerle.

Una delle principali attività che si svolgono nella dacia è il lavoro nel giardino e nell’orto. Le famiglie colgono l’occasione per coltivare verdure e frutti da consumare durante l’inverno, oltre ai fiori, che svolgono un ruolo primario nella creazione dell’ambiente della dacia. Il contatto con la terra costituisce un’esigenza fondamentale per l’animo russo e anche chi non ha bisogno di avere un orto non rinuncerebbe mai alla possibilità di rifugiarsi in una dacia.

Le dacie di stato assegnate ai membri del governo, accademici, ufficiali superiori dell’esercito ed altre figure importanti sono chiamate “gosdacia” (in russo: госдача [gosdacia], abbreviazione di “государственная дача” [gosudarstvennaya dacha], ovvero “dacia di stato“). Nella moderna Russia, l’amministrazione presidenziale continua a possedere numerose dacie nel paese che sono affittate, spesso non a prezzi di mercato, a funzionari del governo. Il presidente russo ha la residenza ufficiale della sua dacia a Zavidovo e Novo-Ogarëvo. Le gosdacie a Komarovo e Peredelkino a Mosca sono abitate da molti intellettuali e artisti sovietici. Vladimir Putin ha la sua dacia personale a Ozero.

In tempi moderni, l’ascesa di una nuova classe di nuovi ricchi nella società russa, i cosiddetti nuovi russi, ha aggiunto una nuova dimensione al concetto di dacia. Con costi di costruzione che spesso raggiungono milioni di dollari, di fatto un ritorno ai tempi delle dimore di campagna nobiliari pre-rivoluzionarie, le dacie dell’élite del paese non reggono il confronto con quelle dell’era sovietica. La maggior parte delle dacie dell’élite sono costruite di cemento e mattoni a differenza di quelle del ceto medio che sono in massima parte fatte di legno. Assimilabili per dimensione e allestimento a ville e palazzi, esse diventano una complessa ostentazione di status sociale, ricchezza e potere. Questi nuovi simboli di prosperità sono progettati da architetti, solitamente in stile eclettico che rifletta i gusti dei proprietari, con l’aggiunta di numerosi articoli di lusso come statue di marmo, fontane e piante esotiche. Alcuni hanno attrezzature sportive di ultima tecnologia come piscine interne, campi da tennis multipli e stalle. Qualche dacia ha anche una piccola foresta con tanto di laghetto.

Molti magnati, imprenditori di successo, sportivi, popstar e boss mafiosi ora scelgono la dacia come residenza principale. Come risultato di ciò, queste sono spesso circondate da solidi recinti equipaggiati di filo spinato, telecamere di sorveglianza e/o sensori di movimento e, a volte, anche da guardie pesantemente armate.

Oggi la Russia è la nazione che ha il più alto numero di case di campagna o seconde case: le dacie.

Per trascorrere il fine settimana, la classica famiglia russa si prepara per partire la sera del venerdì, quando, la maggiore parte degli abitanti delle città russe si mettono in macchina o sul treno per raggiungere le loro dacie. La giornata del sabato è quella clou: inizia con una colazione a base di un buon tè e prodotti di latte, ricotta, panna acida comprate nel villaggio che si trova vicino.

I grandi scrittori russi quali Ciechov, Pusckin, Dostoevskij , Tolstòj hanno ben rappresentato questa momento nella loro opere.

Nelle dacie il Samovar (in russo самова́р [samovàr]) rappresenta lo status quo della famiglia: un contenitore metallico tradizionalmente usato in Russia (ma anche nei paesi slavi, in Iran, nel Kashmir e in Turchia) per scaldare l’acqua. oggi nelle case di città si usano elettrodomestici, ma d’estate in campagna alla Dacia si preferisce il Samovar, dove l’acqua viene riscaldata introducendo minuzzoli di legno di vari tipi nel cilindro centrale, che è la caldaia, per conferire, secondo la tradizione russa, un sapore particolare all’acqua grazie al fumo che evapora. Si chiama infatti tè “con il fumo“, ed è una tradizione culturale fortemente cara a tutti i russi.

Dopo la colazione tutta la famiglia va a fare una passeggiata nel bosco per cercare i funghi e i frutti, ma se la Dacia si trova vicino a un fiume, gli uomini appassionati della pesca vanno a pescare. I russi preferiscono il così detto “riposo attivo”, per questo tanti di loro coltivarono alla dacia l’orto, per avere tutti i tipi di verdure fresche e sane. Coltivarsi le proprie derrate inoltre, è una tradizione che ricorda a molti quando i loro avi le producevano per superare la fame.

Oggi però, questa occupazione è più un divertimento che un bisogno, tanto che gli orti stanno dando spazio alla coltivazione di fiori ornamentali, e i russi, sempre più appassionati di questo hobby, circondano le loro dacie con fiori dai colori sgargianti.

Al pranzo poi, si preparano le famose zuppe dalla cucina russa come : il borsch (борщ), la schi (щи), ycha (уха), la zuppa con i funghi del bosco ( грибной суп) e tanti altri piatti tipici, utilizzando le verdure del orto e quello che offre la natura. Il pranzo viene servito e cucinato direttamente fuori sul fuoco aperto.

Un’altra tradizione che i russi non sono minimamente intenzionati a lasciare, da secoli ormai, è quella della banya, presente ovviamente anche nella loro dacie, e si presenta come una piccola capanna di legno a fianco della casa o comunque poco distante da essa.

Alla sera è arrivato il tempo di preparare gli shashlik (шашлык) un piatto che arriva dai paesi caucasici della ex Unione Sovietica, ma che è diventato un piatto della tradizione russa: carne marinata cotta sulla brace (una griglia che si chiama “mangal”, una versione russa del barbecue).Tra i piatti non può mancare il pesce affumicato, e ovviamente l’amata vodka (anche se oggigiorno spesso si beve anche birra e vino).

Pubblicato da ColoRussia

"La Russia non si può capire con la mente, né la si misura col metro comune: la Russia è fatta a modo proprio, in essa si può soltanto credere". Tutto ciò che c'è da sapere sulla Russia a portata di click: Lingua e traduzione Storia Cultura, società e curiosità

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