“Piece of Russia”: curiosità e storia disponibili su Telegram

Oggi voglio parlarvi di questo interessante articolo che ritrae la figura di Arkadiy Koshko, lo Sherlock Holmes russo. Un articolo che ho trovato nel canale telegram “Piece of Russia” ( e a cui vi invito ad iscrivervi!).

Arkadiy Koshko – Sherlock Holmes russo

Arkadiy nasce nel 1867 a Brozhka, una piccola cittadina bielorussa. All’origine il cognome della famiglia era Koshka (in russo voleva dire “gatta”). Tuttavia durante la dominazione polacca il cognome mutò a causa della pronuncia diversa dei polacchi. Ad oggi invece i discendenti portano il cognome de Koshko, variato in seguito alla migrazione in Francia

La famiglia di Arkadiy era benestante e il giovane intraprende la carriera militare. Tuttavia presto si annoia e riscoperta la passione dei gialli si dà agli studi criminalistici. Già nel 1894 abbandona l’esercito ed entra nella polizia di Riga (capitale dell’attuale Lettonia) come semplice ispettore. Grazie agli studi continui e all’utilizzo delle pratiche all’avanguarda della criminologia mondiale tra soli 6 anni Arkadiy diventa il capo della polizia investigativa di Riga. Passati altri 5 anni il detective viene invitato a San Pietroburgo a ricoprire il ruolo del vice capo della polizia investigativa della capitale dell’Impero russo. Infine, nel 1908 raggiunge la massima della propria carriera da investigatore – diventa il capo della polizia investigativa di Mosca

Arkadiy (a destra) e il capo della polizia di San Pietroburgo

Ereditata l’esperienza nella polizia della capitale, Koshko introduce ampie riforme e per la prima volta crea un archivio vasto e attendibile dei criminali di Mosca, grazie alle tecniche più innovative della criminologia mondiale.

Nel 1913 in Svizzera si è tenuto il congresso mondiale dei criminologi e la polizia russa è stata riconosciuta come la migliore nella conduzione delle investigazioni. Nel 1915 ad Arkadiy viene assegnato il ruolo paragonabile all’odierno procuratore generale.

Tuttavia, a distanza di 2 anni l’Impero viene scosso dalle rivoluzioni – Arkadiy rinuncia all’incarico e si ritira nella tenuta di famiglia. A dicembre del 1917 Koshko vive il primo episodio di scontro con i comunisti – i comissari locali si recano nella sua tenuta e requisiscono la maggior parte dei mobili e poco dopo – il resto dei beni. Nel 1918 ritorna a Mosca e diventa il rappresentante di una farmacia. Venuto alla scoperta del suo imminente arresto lui e suo figlio si travestono da attori e abbandonano la città con una truppa in direzione di Kiev. Successivamente, grazie ai passaporti finti riesce a far fuggire anche il resto della famiglia con cui si riunisce infine a Odessa.

Nel 1920 l’esercito zarista ha ceduto ai rossi anche questa città portuale e Koshko con la famiglia si ritira nell’ultimo baluardo dei bianchi – la Crimea. Durante la permanenza sulla penisola ha occupato un ruolo importante sotto il comando dell’ammiraglio Vranghel’, ma diverse testimonianze danno diverse informazioni – secondo lo storico Rudnev, Koshko ha preso in mano la polizia investigativa, secondo invece la nipote Ol’ga – lavorava nella direzione amministrativa della città di Sebastopoli.

Cadute le difese di Crimea, così come molti altri fedeli allo zar, Koshko fugge in Turchia. Riesce ad aprire l’agenzia di investigazioni private a Costantinopoli, in compagnia di un vecchio amico, ex-capo di un altro reparto della polizia moscovita. Dopo un po’ di tempo l’agenzia comincia a fruttare i primi guadagni, ma tra gli emigrati passa la notizia sulla presunta volontà di Mustafa Kemal (Atatürk) di rispedire tutti i russi dai bolscevichi.

Nel 1923 quindi Arkadiy è costretto a fuggire nuovamente, stavolta in Francia, dove riesce ad ottenere l’asilo politico. A Parigi non riesce a trovare lavoro – la polizia non è interessata ad assumerlo, mentre per la propria agenzia servono soldi. Trova un umile impiego di commesso nel negozio di pellicce.

In quegli anni arriva diverse volte la proposta di lavorare per lo Scotland Yard a Londra, ma Koshko ha sempre rifiutato – per poterci lavorare doveva giurare fedeltà alla corona inglese, rinunciando a quella russa. Arkadiy invece decide di rimanere fedele alla propria patria fino alla morte, avvenuta nel 1928…

Questa e tante altre storie sulla Russia vengono pubblicate ogni giorno sul canale Telegram “Piece of Russia”. Che cosa aspetti? Segui il link e iscriviti!
https://t.me/culto_russo

Pubblicato da ColoRussia

"La Russia non si può capire con la mente, né la si misura col metro comune: la Russia è fatta a modo proprio, in essa si può soltanto credere". Tutto ciò che c'è da sapere sulla Russia a portata di click: Lingua e traduzione Storia Cultura, società e curiosità

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