Abbigliamento tradizionale russo: il kokòshnik

Il kokòshnik (in russo: коко́шник [kokóschnick]) è un copricapo tradizionale russo indossato da donne e ragazze per accompagnare il sarafan (abito tradizionale russo apparso nel XIV secolo e usato dalle donne e ragazze contadine fino al XX secolo; in seguito utilizzato solo come abito tradizionale per le feste popolari).  La tradizione del kokoshnik risale al X secolo nell’antica città russa di Veliky Novgorod; si diffuse dapprima nelle regioni settentrionali della Russia ma divenne molto popolare in tutto il paese tra XVI e XIX secolo. È ancora oggi una parte importante del costume da danza russo e della cultura popolare al punto da aver ispirato anche la cosiddetta architettura kokoshnik (decorazioni utilizzate nell’architettura della chiesa russa dal XVI secolo, e particolarmente popolare nel XVII secolo).

Storicamente era il copricapo usato dalle donne sposate, anche se spesso le serve di casa indossavano copricapi simili, ma aperti sul retro, chiamati povyazka. La parola kokoshnik racchiude una gran varietà di copricapi indossati in tutta la Russia, inclusi i tipici cappelli cilindrici di Veliky Novgorod, i cappelli a due punti detti kika di Vladimir, la kika triangolare di Kostroma, i piccoli cappelli di perline di Kargopol ed i kokoshnik scarlatti di Mosca. Il kokoshnik non è, inoltre, da confondere con i venets: questi non coprono i capelli, ma incorniciano solo la testa. La principale caratteristica del kokoshnik sta nell’alta cresta, simile a quella di un gallo.

Le donne sposate, nella Rus’ i Kiev, dovevano coprire il capo e nascondere i capelli, difatti, alla cresta rialzata del kokoshnik (che solo loro potevano indossare) si fermava una stoffa, che copriva la testa e talvolta anche il collo. il kokoshnik sostanzialmente serviva ad evidenziare lo stato civile delle donne: una lunga treccia indicava che la ragazza era da marito; se la natura non aveva dotato la fanciulla di bei capelli forti, si ricorreva a extension di crini di cavallo. In questo modo si voleva dimostrare di essere in salute e di poter dare alla luce molti bambini. Le donne sposate, invece, si facevano due trecce e le fermavano attorno alla testa coprendole con il kokoshnik.

Mentre in passato il kokoshnik variava molto nello stile, attualmente si è unificato nella forma di una cresta alta con copricapo, fissata sul retro da lacci stretti. La cresta può essere adornata con perle e decorazioni in oro, o più semplice con fiori e piante, mentre il resto del capo è decorato solitamente con perle. Il kokoshnik, inoltre, è spesso combinato alla treccia russa (una tipica acconciatura la cui storia risale alla Rus’).

Essendo spesso di ottimo tessuto e adornato con perle e decorazioni costose, veniva conservato con grande attenzione e generalmente lo si indossava solo per le grandi feste, pochi giorni all’anno, e passava in eredità di generazione in generazione. Nella vita di tutti i giorni, infatti, le donne portavano il povòjnik, un berretto morbido attorno al quale veniva fermato un fazzoletto che raccoglieva e nascondeva i capelli.

La parola kokoshnik si trova per la prima volta nei documenti del XVI secolo, e viene dall’antica parola slava kokosh (in russo: кокош), che significa “gallo” e da qui deriva la somiglianza della cresta del khokoshnik con quella del gallo. Ad ogni modo, i primi copricapi che corrispondono alla descrizione dei moderni kokoshnik risalgono al X-XII secolo e sono stati ritrovati in alcune sepolture di Veliky Novgorod. Pietro il Grande poi, per motivi prettamente politici, combatté le abitudini della Russia dei boiardi e alle loro signore vietò di portare il kokoshnik introducendo la moda degli abiti da signora occidentali e del décolleté, così in quell’epoca il kokoshnik iniziò ad associarsi non più all’alta società, ma solo alle donne dei mercanti e dei contadini. Grazie a Caterina la Grande, che salì sul trono nel 1762, il kokoshnik venne riportato in auge come elemento fondamentale ai balli in maschera, e lei stessa posò quasi sempre con il kokoshnik indossato per i ritrattisti di corte. Al tempo della guerra contro Napoleone poi, e per tutto il XIX secolo, l’alta società russa, in precedenza francofona e francofila, decise di ritornare ai costumi nazionali, e per tutto il corso del secolo si possono trovare ritratti di dame di corte e imperatrici in kokoshnik. Durante la ripresa dello stile tradizionale russo, infatti, le tiare e i diademi dell’aristocrazia andarono a riprendere proprio le forme del kokoshnik tradizionale, anche se si ispirarono talvolta alla moda del rinascimento italiano ed al french hood. Il kokoshnik così, rimase in utilizzo corrente e tradizionale presso le classi abbienti nelle occasioni speciali perlomeno sino alla Rivoluzione russa. Ogni regione della Russia aveva la sua variante locale del kokoshnik: a forma cilindrica, a mezzaluna, a triangolo, simili a degli elmetti o a forma di sella.  Dopo, furono gli émigré a introdurre il kokoshnik nel resto delle mode europee.

Nel 1896, un editto dello zar Nicola II riformò l’antico sistema di punzonatura dell’argento, introducendo il nuovo punzone che prese, non a caso, il nome di Kokoshnik dal tradizionale copricapo raffigurato sulla testa femminile volta a sinistra che appare al suo centro.

La tradizione ornamentale del Kokoshnik era di grande importanza: al centro del copricapo era solitamente disegnata una “rana” stilizzata, che simboleggiava la fertilità, sui lati c’erano figure di cigni, che per lungo tempo erano il simbolo della fedeltà degli sposi, mentre sul retro l’albero della vita era posto sotto forma di un cespuglio, i cui rami dovevano rappresentare la futura generazione. Infine uccelli, frutti e altri simboli significativi erano collocati su ciascun ramo.

Nel 1903 Nicola II dette un ballo in maschera per festeggiare l’anniversario della dinastia Romanov e le dame erano tutte in sarafan e kokoshnik. In questa occasione, i diversi abiti vennero utilizzati per illustrare le carte da gioco in “stile russo”, messe in commercio nel 1913, in cui, Nicola II era il re di cuori.

Lo stile apparve chiaro nell’abito di nozze di Mary di Teck, futura regina consorte del Regno Unito, nel 1893. La regina Maria di Romania invece, indossava spesso una tiara appositamente creata per lei da Cartier a riprendere le forme di un kokoshnik russo (come testimonia il suo ritratto del 1924 dipinto da Philip de László). Mentre uno degli abiti della senatrice Padmé Amidala nella saga di Star Wars è basato sul costume tradizionale russo e presenta sul capo un kokoshnik.

Anche la ballerina Anna Pavlova si esibiva con il kokoshnik in testa nei Ballets Russes di Diaghilev, e diverse cantanti d’opera e attrici furono riprese nei giornali dell’epoca con il copricapo russo. Anche la star del pop, Jennifer Lopez, si è fatta fotografare con il copricapo tradizionale per la versione russa di “Harper’s Bazaar” nel 2014. Anche la collezione Chanel Pre-fall 2009 è diventata famosa per essersi ispirata al folk russo ed aver reinventato il Kokoshnik.

Pubblicato da ColoRussia

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