Le uova Fabergè: storia della tradizione pasquale degli zar

L’uovo di Fabergè è un oggetto di grande valore e dalla storia affascinante, i cui misteri ancora fanno interrogare gli esperti d’arte e i collezionisti. Fu una realizzazione di gioielleria ideata presso la corte dello zar di Russia ad opera di Peter Carl Fabergé, della omonima compagnia.

Il sarafan: costume tradizionale russo

Il sarafan (in russo: сарафан [sarafan]) è un abito tipico russo apparso nel XIV secolo e usato dalle donne e ragazze contadine fino al XX secolo. Tradizionalmente veniva per lo più inossato nelle regioni centrali e settentrionali del paese e c’erano grandi varietà stilistiche anche tra province vicine. Nella regione di Arkhangelsk ad esempio, la preferenza veniva data ai sarafan a forma di trapezio in seta, tinta unita o con un motivo floreale; in seguito è stato utilizzato, ovunque, come abito tradizionale per le feste popolari. Le donne dei ceti superiori smisero invece di utilizzare questo abbigliamento già dal XVIII secolo, come conseguenza della politica di rinnovamento imposta da Pietro il Grande.

Abbigliamento tradizionale russo: il kokòshnik

Il kokòshnik (in russo: коко́шник [kokóschnick]) è un copricapo tradizionale russo indossato da donne e ragazze per accompagnare il sarafan (abito tradizionale russo apparso nel XIV secolo e usato dalle donne e ragazze contadine fino al XX secolo; in seguito utilizzato solo come abito tradizionale per le feste popolari).  La tradizione del kokoshnik risale al X secolo nell’antica città russa di Veliky Novgorod; si diffuse dapprima nelle regioni settentrionali della Russia ma divenne molto popolare in tutto il paese tra XVI e XIX secolo. È ancora oggi una parte importante del costume da danza russo e della cultura popolare al punto da aver ispirato anche la cosiddetta architettura kokoshnik (decorazioni utilizzate nell’architettura della chiesa russa dal XVI secolo, e particolarmente popolare nel XVII secolo).

storia del folklore russo: il domovoy

Nel X secolo la Russia adottò la religione cristiana, che in alcune regioni dovette essere imposta con la forza militare, perché i popoli slavi erano restii ad abbandonare i radicati culti pagani della loro tradizione. Benché le principali divinità pagane furono bandite, gli spiriti e le credenze locali non scomparvero mai del tutto: il domovoy, spirito domestico del folklore slavo, è proprio uno di questi.
In base ad un’antica leggenda, quando il Diavolo e tutti i suoi demoni vennero espulsi dal cielo, alcuni spiriti caddero nei meandri del mondo sotterraneo, dove hanno continuato a vivere: alcuni nei boschi, altri nelle acque, nell’aria e taluni nelle case.

l’angolo rosso nelle case russe: l’arte della vita rituale

L’angolo rosso (in russo : красный угол, [krasnyj ugol]) è, nelle case russe, un piccolo spazio dedicato al culto delle icone sacre. Si trova solitamente nell’angolo nord o sud-est di una stanza, o anche sulla parete rivolta ad est della casa, questo perché l’est è la direzione di preghiera dei Cristiani Ortodossi, che rivolgono le proprie preghiere per il ritorno di Gesù verso il sole nascente, simbolo del Figlio del Padre. Per enfatizzare ulteriormente la metafora, si è soliti posizionare delle candele accese davanti alle icone sacre.

il Samovar e il rituale del tè in Russia: storia, cultura e tradizione

Un samovar (in russo: самова́р [samovèr]) è un contenitore di metallo tradizionalmente usato in Russia, nei paesi slavi, in Iran, nel Kashmir e in Turchia per scaldare l’acqua. Poiché l’acqua calda è normalmente usata per la preparazione del tè, molti samovar presentano nella parte alta un ripiano atto a sostenere e scaldare una teiera di tè concentrato. I samovar tradizionali sono alimentati a carbone o a carbonella, mentre quelli moderni utilizzano l’elettricità e funzionano come un normale bollitore d’acqua calda.
Questo oggetto ha una storia lunghissima e negli anni, anche grazie all’arrivo del tè in Russia, ha assunto forti significati sociali e conviviali, tanto da essere considerato il patrono delle famiglie russe, nonché il principe della cerimonia russa del tè.

Le vacanze eversive dei russi: la storia e la tradizione della dacia

A noi occidentali la parola “dacia” fa pensare ad una nota marca di autovetture, ma per i russi invece è un piccolo angolo di paradiso fuori dal caos cittadino. La dacia (in russo: дача [dača]) infatti, è un tipo di abitazione russa situata in campagna e di solito posseduta dagli abitanti delle grandi città che la usano per trascorrervi le vacanze o per affittarle ad altri villeggianti.

“Piece of Russia”: curiosità e storia disponibili su Telegram

Arkadiy nasce nel 1867 a Brozhka, una piccola cittadina bielorussa. All’origine il cognome della famiglia era Koshka (in russo voleva dire “gatta”). Tuttavia durante la dominazione polacca il cognome mutò a causa della pronuncia diversa dei polacchi. Ad oggi invece i discendenti portano il cognome de Koshko, variato in seguito alla migrazione in Francia.

баня: le banya russe tra tradizione e modernità

La visita in un bagno pubblico tradizionale, in russo баня [banya] che letteralmente significa “bagno” (o “stanza da bagno”), è un’esperienza tipicamente russa che non potete perdervi. Non siate timidi, spogliatevi e affrontate la camera del vapore, per esempio nei bagni Sanduny a Mosca. Nel caldo rovente capirete perché i russi indossano un capello di feltro per proteggere i capelli.